Il futuro delle nostre cose

Nel vivere quotidiano abbiamo bisogno di tante cose e non ci rendiamo conto della quantità di oggetti che abbiamo intorno. Accumulati negli anni e accantonati negli armadi, nella libreria stracarica, nel garage e in soffitta fino al tetto. Ci piace tenerli per il cosiddetto “ricordo”, ma possono passare decenni senza toccarli. Quando ti capita di acquistare una vecchia casa, e la trovi arredata e piena di cose, capisci subito che quell’accantonare oggetti e sentimenti porta a consegnarli a dei “posteri” che possono essere perfetti estranei. Se i venditori, eredi della famiglia che ci ha vissuto vari decenni, non vogliono portare via niente ti resta l’onere di svuotarla. Hai conosciuto quelle persone che non ci sono più e non avevi con loro un buon rapporto di vicinato. Cultura diversa e modi di vivere diversi. Pertanto quando entri per la prima volta nella loro casa hai la sensazione di violare la loro intimità, e senti sulla pelle una sorta di presenza che ti controlla. Inizi a valutare quello che trovi: Mobili, arredi, tovaglie, lenzuola, cuscini, quadri, pentole, detersivi, prodotti per l’igiene personale e anche un profumo. Nei cassetti e negli armadi trovi di tutto: libri, vecchi giornali e tanti souvenir esotici riportati dai viaggi in paesi lontani. Che brutta sensazione prendere in mano e buttare tutto ciò! E’ come buttare le anime di queste persone e ti lascia una grande tristezza. Dopo alcuni mesi la casa è ristrutturata, sembra nuova, è diversa e ci stai bene. Intorno ci sono gli alberi che loro hanno visto crescere. Qualcosa di spirituale è rimasto, una certa calma e una pace difficili da spiegare. Il passato non ritorna, ma lascia il suo utile solco dove seminare nuove vite. Questo mi ha fatto pensare alle mie cose care messe da parte, e ho iniziato a consegnarle ai miei familiari “posteri”. Mi sto liberando di quello che non mi serve più e lascio i ricordi solo nel cuore. Ho pensato anche alla sofferenza di quelli che perdono tutto per colpa del maltempo o del terremoto e non hanno più “ricordi” materiali da lasciare, ma sono felici di essere vivi. Questo mi basta per non attaccarmi troppo alle cose, a parte i libri che sono “anime parlanti”.

JULIA

Sono Julia e finalmente ho tirato fuori il mio sogno da un profondo cassetto.