Il 31 dicembre 2019, è stata una grande festa. Abbiamo realizzato un cenone con gli amici e creato un pappagallo con l’ananas. La tavola dei 14 era semplice, apparecchiata di rosso. Credevamo di avere dei problemi e speravamo in un nuovo anno migliore. Abbiamo letto gli oroscopi per il 2020 stampati per ognuno. Ovviamente da internet abbiamo scaricato solo notizie positive e divertenti come buon auspicio e per aumentare l’allegria della serata. Il comune di Ancona aveva realizzato un video augurale stupendo con le immagini dei luoghi più belli della città. In rete giravano miriadi di messaggi da scaricare e inviare su WhatsApp. In uno c’era scritto: “C’è sempre un domani migliore di ieri … buon anno 2020” Chi poteva immaginare che sarebbe stato come è stato? Dopo due mesi e vari allarmismi poco definiti, ci siamo trovati in un incubo. Paure, dubbi, ospedali nel caos, morti improvvise, e dal 9 marzo tutti chiusi in casa. Molte persone non credevano alla pandemia dichiarata a livello mondiale e continuavano a girare. Sono stati necessari posti di blocco sulle strade, ma la diffusione del Covid 19 non si è fermata ed ha raggiunto velocemente tutta l’Italia. Le mascherine, il distanziamento, i colloqui e i canti dai balconi sembravano essere la base per un’unione solidale tra le persone. Nel 2024 dobbiamo accettare il fatto che siamo tutti più pessimisti e sfiduciati. Abbiamo meno pazienza in ogni cosa, e soprattutto a metterci in fila ed aspettare. Ogni attività o prestazione, dopo i comportamenti obbligati delle chiusure, si fa su prenotazione e a molti questo non piace. Quindi polemiche e discussioni sono ovunque, e lo stress e il disamore di troppe persone sporca i rapporti umani in tanti ambienti in cui è diventato difficile vivere. Abbiamo perso forza ed entusiasmo, ma dobbiamo trovare il coraggio di reagire, ognuno per la sua parte. Gli amici sono un grande salvagente. Confrontarsi con loro e sostenersi a vicenda migliora le peggiori giornate. Speriamo di rimanere sempre liberi di uscire e ritrovarci come ora tra la gente. Empatia, rispetto e qualche sorriso in più verso gli altri illuminano la vita.
Il Mahatma Gandhi diceva: La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia.



