Gli ottant’anni dell’unico zio

Non è l’unico che ho avuto ma è l’unico che è rimasto.  Ne avevo otto ed oggi solo lui, mentre di zie ne ho ancora sei. La sua festa è stata prorogata di un anno per infarto, fortunatamente risolto.   L’invito era per sorelle, cognate, nipoti, qualche buon amico e tre cugini sempre presenti nella sua vita. Una quarantina di persone si è ritrovata alla bella tavola apparecchiata all’aperto del Country House Il Graditempo .  All’arrivo saluti di benvenuto a tutti, ma soprattutto a coloro che non si vedevano da tempo e al festeggiato che sta abbastanza bene. Sistemate le sorelle più grandi vicine e di fronte per parlare tra loro, tutti prendiamo posto all’ombra di alberi verdi tagliati a veranda, leggermente mossi dall’aria.  Parliamo e raccontiamo, il presente e il passato, i problemi quotidiani e i malanni dell’età.  Le cinque sorelle del festeggiato di cui quattro più grandi di lui, tutte vedove, lamentano dolori e difficoltà a muoversi, ma sono qui e chiacchierano mangiando tranquille. Da cinque sorelle ed un fratello sono nati tredici cugini, e in nove siamo presenti alla festa. La terza in ordine di età prende subito l’iniziativa per creare un gruppo Wathsapp. Dice che sarà più facile tenerci in contatto fra cugini, per cui accettiamo. Inizia poi a scattare foto a tutti, e tra una portata e l’altra realizza un bell’archivio che a fine pranzo inoltra al nuovo gruppo. Il cibo è buono come solito, conosciamo gli antipasti ricchi di salumi, formaggi e verdurine fritte, i primi con gnocchi e pasta fatti a mano e conditi nella tradizione locale, la grigliata mista con carne di qualità e gli ottimi dolci. Il troppo tempo di attesa tra una portata e l’altra ha fatto alzare il festeggiato per andare a sollecitare, perché è noto che gli anziani non vogliono aspettare. Forse c’erano troppi clienti rispetto ai camerieri disponibili, ma nessuno si è annoiato. Abbiamo scambiato notizie sui nostri figli e nipoti, perché in diversi siamo già nonni, mentre una cugina più giovane, lo diventerà a giorni. Conosciamo meglio la nuora di zio e le sue due nipotine carine e ben educate.  Giocano e disegnano insieme, poi girano per il prato, e parlano tra loro. In attesa del dolce,   la nuora di mio zio legge davanti a tutti il mio ironico racconto, scritto in rima con l’aggiunta di foto d’epoca, sulla sua giovinezza che fa sorridere tutti. Il tempo è passato veloce, ma prima di lasciarci, mentre stanno già sparecchiando la tavola, tutti collaborano a mettere seduti in fila in mezzo al prato le cinque sorelle ed il fratello per le foto finali di gruppo.  Mia madre, la più grande, nello spostarsi da una sedia all’altra rischia di cadere e protesta. Suo nipote infermiere la maneggia da esperto, ma lei non si sente tanto fiduciosa. Nell’attesa la sorella più giovane invece, a metà strada tra i settanta e gli ottanta fa un giro in altalena, e un breve video ne è la prova.  Si ride e si scherza e tra chi mette il bastone davanti, chi lo nasconde, chi si gira e chi parla o protesta, gli scatti per riuscire ad avere qualche foto decente sono veramente tanti.   La vecchiaia, periodo difficile, qui è ben rappresentata. Quella sensazione di non contare più, e la voglia di voler dire e fare che i figli ascoltano poco, vince sui pensieri anche nelle giornate serene come oggi. Queste cinque sorelle e questo fratello con un età che va dagli ottantanove ai settantasei anni hanno ancora spirito e grinta da vendere, ma il loro fisico comincia a cedere e non riescono più a fare ciò che vorrebbero. Hanno una personalità spiccata, ma non accettano di avere l’età che hanno e non sono facili da gestire. Fanno parte di quella massa di italiani che sono nati o erano bambini durante la guerra, per cui hanno lottato e sofferto per sopravvivere. Nello sviluppo economico che è seguito hanno lavorato e realizzato tutti il sogno della casa e alcuni anche della terra di proprietà. La condizione amara della mezzadria della loro infanzia è scomparsa e sono riusciti ad avere una vita in cui potevano scegliere e decidere senza padroni o fattori. Sono attaccati alle loro cose come Padron ‘ Ntoni dei Malavoglia. Nelle spese sono ancora attenti anche ai centesimi e convinti di avere in mano la verità assoluta sulla vita, non smettono di insegnarla di continuo a tutti.

Ma la famiglia e i rapporti umani sono molto cambiati e pochi figli o nipoti hanno il tempo e la pazienza di ascoltarli. L’amore va in discesa scrivevo tempo fa e così è anche per loro. Una bella giornata da ricordare sta finendo e dopo ringraziamenti, auguri per la salute e per il futuro, abbracciamo il festeggiato e sua moglie e con chiasso salutiamo tutti andando via.

JULIA

Sono Julia e finalmente ho tirato fuori il mio sogno da un profondo cassetto.