E’ il 20 luglio 1969, giorno dello sbarco americano sulla luna. Era al bar degli zii ad aiutare. Per l’avvenimento davanti alla porta era stata portata una televisione in bianco e nero sopra il suo carrellino metallico con le ruote, in modo da far vedere ai clienti seduti ai tavoli lo straordinario evento. A quei tempi non tutti avevano la televisione in casa e la notizia aveva fatto venire molte persone. Il barista contento di poter servire tanti gelati l’aveva messa a disposizione spingendola fuori dalla sua cucina fino al marciapiede. Lo schermo era piccolo, ma tutti potevano vedere. Julia, con la sua corta scamiciata a scacchi portava i vassoi con i caffè, i digestivi e tanti gelati artigianali che il bar produceva ogni giorno. Lei aveva imparato a far bollire in grandi pentoloni d’alluminio la cioccolata con il cacao e tanto latte; lo sciroppo di zucchero da aggiungere al succo di limone ricavato nello spremitore; a mescolare farine, zucchero e latte evitando grumi. Una volta bolliti, venivano passati nella gelatiera situata sul bancone sotto gli occhi di tutti. Com’era difficile far bollire il cioccolato senza farlo uscire dalla pentola ? Un attimo prima non bolliva e come giravi lo sguardo era già uscito tra le sgridate degli zii. Era piccola e quando doveva lavare quei grandi pentoloni per usarli di nuovo le sue braccia facevano fatica ad arrivare fino al fondo, ma era necessario farlo, e farlo bene. Quella sera ne era stata preparata una quantità maggiore, per cui tutti potevano vedere la televisione. Tito Stagno con i suoi capelli lisci e gli occhiali spessi parlava con entusiasmo e commentava con attenzione ogni piccolo movimento. La notte era limpida e la luna brillava nel cielo. Alcuni guardavano un po’ il cielo e un po’ il video come se potessero vedere a occhio nudo la navicella che scendeva. C’erano un’ansia e un’attesa quasi drammatiche. Le ipotesi più fantasiose dei presenti, si sovrapponevano alle parole del cronista. “Se esplode? Se affonda? Sarà roccia?” Quando la navicella ha toccato la luna sollevando un po’ di polvere, con i bicchieri in mano e i cucchiaini alzati dai gelati, tutti tirano un sospiro di sollievo. “E’ roccia, Mario mi porti un Fernet ?” “ Adesso devono scendere loro? Questo gelato di crema era piccolo, me ne porti un altro?” Con gli occhi che si spostavano velocemente tra la televisione e i vassoi, Julia aiutava gli zii a preparare e servire. Il primo astronauta iniziava a scendere. Era incerto se poggiare o no il piede e tutti facevano il tifo. L’allunaggio della navicella aveva rotto il ghiaccio e i presenti continuando a leccare il gelato, lo incitavano a provare. Si era creata una sana euforia e nessuno ascoltava più le parole di Stagno. Sembravano diventati tutti esperti e qualcuno pensava già ad un futuro di viaggi verso il nostro satellite. Quando i due astronauti avevano iniziato a passeggiare sul suolo lunare, la maggior parte dei presenti si era alzata, aveva pagato e salutava per andare a casa….

